Il basso costo specifico in euro per chilowattora (€/kWh)
In un momento difficile per l’economia, in generale, e per le famiglie nello specifico, il fattore prezzo incide molto sulla scelta del combustibile. La biomassa si colloca, per quanto riguarda il costo al chilowattora, decisamente nella fascia bassa di prezzi e non teme il confronto con altri combustibili ritenuti più “pregiati”.

La semplice reperibilità
Il mercato, dopo alcuni momenti di instabilità negli anni passati soprattutto per quanto riguarda il pellet, sembra essersi stabilizzato sia nei quantitativi di produzione che nei prezzi. Tranne possibili eccezioni locali, la produzione di pellet ha raggiunto livelli adeguati alla richiesta. Un’incognita potrebbe essere dovuta a massicce quantità di nuove installazioni di generatori di calore che potrebbero comportare una domanda temporaneamente eccessiva.

La semplicità di stoccaggio
Lo stoccaggio della biomassa, seppur necessario, non presenta grosse difficoltà. È necessario, comunque, valutare i volumi e le condizioni necessari al corretto stoccaggio, visto che è facilmente attaccabile da funghi, da insetti, ed è sensibile alle intemperie e all’umidità.

La parziale indipendenza energetica
La biomassa non è legata a giacimenti puntuali, ma è facilmente reperibile in quanto molto diffusa sul territorio.

Quota di energia rinnovabile elevata
Le leggi italiane, pur non riconoscendo la biomassa come fonte rinnovabile al 100%, ne riconoscono una percentuale molto elevata e pari al 70%. Tale quota permette agli impianti alimentati da biomassa di soddisfare i limiti di energia rinnovabile imposti dalle leggi italiane.

 

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